Filesonic close all traffic to prevent shutdown?
Il gestore di file Filesonic, uno dei primi 10 provider mondiali ha chiuso tutti gli accessi ai file che non risultano esseri caricati sul proprio profilo. Si possono da qualche giorno condividere solo file già presenti nel proprio account. La società non ha confermato i motivi dell’azione ma pare che abbiano sicuramente recepito il messaggio lanciato dalla brusca chiusura di Megaupload/Megavideo con conseguente arresto dei gerenti.
Direi che questo è il momento per tutti coloro che pensano di poter offrire un servizio decente ed innovativo per la distribuzione di contenuti video e musicali, di darsi da fare. Perché non lanciare servizi di video alla domanda. Pagando solo i minuti che si visionano (attirando i consumatori di porno) o un abbonamento di un’ora per vedere tutto quello che si vuole. Per il resto dei film, siti come iTunes Store o i vari portali multimediali devono mettersi in testa che l’offerta deve essere più ampia includendo film indipendenti e lasciando allo spettatore la possibilità di acquistare contenuti OVUNQUE nel mondo ed in versione originale se lo desidera. I Simpsons ad esempio possono essere visti in diretta su Fox. Ma solo se l’IP risulta essere negli Stati Uniti. La stessa puntata, che avrei volentieri visto con delle pubblicità di fianco o addirittura intercalate nel programma, sono disponibili gratuitamente e senza pubblicità su siti tipo Filesonic. Chi ci guadagna? Chi ci perde? Nel 2012 non penso sia più possibile porre dei limiti alla distribuzione di contenuti.
HS
The Dearman Engine.
![]()
Image credit: Dearmanengine.com
I’ve stumbled upon this site Dearman Engine and it seems that this clever adaptation of a combustion engine may be economically viable. Mr. Dearman the inventor, has proofed his machine in London and Leed Universities and they confirmed that the engine can be used in a lot of different application and become more interesting than batteries and compressed air engines. Cryogenic liquid such nitrogen (basically air) when injected into a piston is reheated at ambient temperature and the instant gassification produce the work that powers the engine. The benefits are clear: no batteries, no rare earth needed, no costly high pressure tanks and no risk of combustion (as for the Hydrogen). I’ve check out the site and the video doesn’t look like the incredible machines that constantly claim to be close to 100% of efficiency. This professor looks genuine and its invention is approaching the market entrance.
Will it succeed? When I hear about this kind of technologies and especially the fact that they always come from small and independent inventors I feel confused: is it possible that the multibillion dollars automotive industry is that blind. Just because of the oil? We’ve witnessed their shy approach to the electric vehicles market and if we do analyse what we have as results (except maybe for the exceptional Tesla that is launching its nice Model S) we feel that the e-cars mood was just a trend inflated by the oil price rise and some environmental concerns that quickly fade out when the Crisis spread all over. Wouldn’t be an efficient and clean car boosted by cryogenic air a best seller model? Wouldn’t the facts that it would dramatically reduce the need for oil, the pollution of the air and the waste of other resources a more-than-enough argument to push big corporation lab to step in and mass produce this kind of engine? Or is the oil conspiracy and the 7 sister power so strong that we will never see this kind of technologies really take over? I HOPE NOT.
HS
Costa Concordia vista dal cielo.
Buone Abitudini
L’altro giorno trovo nella cassettina un depliant Chateaux D’Ax. Una decina di pagine. Formato A5, carta patinata di bassa qualità da catalogo. Sulla cassetta è chiaramente indicato che non desidero ricevere nessun tipo di porcheria. Infastidito da questi italiani che buttano i soldi anche all’estero chiamo uno dei negozi indicati dal depliant. Ovviamente l’impiegata non sa nulla, e non credo abbia nemmeno capito perché mai avessi dovuto scomodarmi a chiamare per lamentarmi di un volantino. Mi dice che tutta la comunicazione è gestita dall’Italia.
Cerco un po’ ma il numero non lo trovo. Sul sito Chateaux D’Ax, che si imposta automaticamente sulla versione del Paese nel quale mi trovo e non mi lascia passare a quella italiana non vi è traccia di mail di contatto, manco di una paginetta con un formulario. Un video pare essere l’unica cosa che si trovi sulla pagina Chi Siamo. Comunque poco importa perché su Google esce una pagina nascosta del sito stesso che riporta un paio di email.
Scrivo per chiedere per quale assurdo motivo nel 2012 Chateau D’Ax senta la necessità di far stampare, trasportare, distribuire carta destinata al macero? Chiedo perché non curino meglio il loto sito, perché non facciano delle indagini demografiche ed investano su pubblicità internet alla performance. Mi chiedo anche perché con la crisi, con la deforestazione e con tutte le menate che ci occupano la testa l’aberrante pratica della distribuzione di carta da macero non venga vietata. Non avevo mai pensato, ne sentito il bisogno di un divano Chateau D’Ax e spero che come me anche voi preferiate altre ditte più intelligenti e rispettose dell’ambiente. (P.S. Ad oggi non ho ricevuto risposta da parte di Chateaux D’Ax).
HS
L’Italia.
Dopo aver letto un articolo sul Post riguardante il picchetto dei ferrovieri delle tratte internazionali notturne licenziati senza giusta causa, ma per semplice quanto stupido opportunismo e calcolo non posso che ribadire quanto detto in un commento. L’Italia è in coma. Vegeta. Non si muove. e quel che è peggio è che la necrosi di alcune parti inizia a minare seriamente le possibilità di recupero.
Il governo, che governo non è, al quale ci siamo affidati non ha ne la volontà ne il potere di dare al Paese segnali forti. Il popolo non si muove e patisce, subisce, vivacchia o tira a campare. Si investono miliardi in infrastrutture che separano invece di unire. Nel 2012 abbiamo dirigenti che approvano 4 classi e spot razzisti e fatti male. Nel 2012 non siamo in grado di capire cosa vuol dire evadere le tasse, perché non vogliamo guardarci allo specchio. Nel 2012 gli imprenditori si lamentano della crisi e continuano a licenziare e a non dichiarare quanto dovrebbero, cosi’ come i tassisti continuano a difendere privilegi inensati e gli Italiani a non capire cosa fare e da che parte dirigersi.
La crisi nel nostro Paese non è solo economica, è prima di tutto morale e per questo onestamente non so come se ne potrà uscire.
La sterile diatriba sugli stipendi dei politici
In questi giorni i giornali italiani, si stanno dimenando in balletti più o meni accurati e complessi per mostrare al loro pubblico di distratti lettori come una commissione parlamentare abbia ammesso di non essere in grado di stabilire con correttezza quale fosse la media europea degli stipendi dei parlamentari alla quale il governo avrebbe dovuto attenersi per modificare le retribuzioni dei nostri inutili rappresentanti.
Il dibattito, farcito con le faraminose retribuzioni ha occupato spesso le prime pagine dei giornali senza che nessuno (o forse solo alcuni) avesse osato affrontare la questione da un altro punto di vista. Lasciamo stare una media europea, lasciamo perdere lunghe e tediose analisi e partiamo da un dato di fatto: l’Italia tutta affronta una grave crisi. Al Paese vengono chiesti balzelli quando lo Stato dovrebbe investire denari in ricerca e istruzione, al Paese vengono prospettati tagli, quando lo Stato dovrebbe aprire la strada ad opere pubbliche e grandi lavori, quando lo Stato potrebbe forzare la mano alle banche per ridurre il costo dei prestiti per l’acquisto della prima casa e ridurre la crisi del mercato immobiliare. In questo quadro lamentarsi di stipendi a 5 cifre pare ridicolo, cosi’ come mi par ridicola la pedanteria dei giornali che abboccano ad ogni esca lanciata dal governo o dal mondo politico più in generale, accontentandosi di cianciare e riempir pagine con sterili discussioni anziché porre domande dirette, ma scomode. Il Governo avrebbe dovuto per prima cosa ridurre con decreto legge (chiedendo magari la fiducia e mettendo i parlamentari di fronte alla realtà di far cadere il governo a causa della loro ingordigia) a 5000 E lordi gli stipendi di tutti i politici. Nel’Italia di oggi non è possibile lamentarsi di un tale stipendio.
Il mondo politico è in crisi perché vuole essere in crisi. I politici tutti, vivono in un paradiso dorato completamente separato dalla realtà del Paese e la casta dei giornalisti aspirando ad entrare nell’ Eldorado o avendone in alcuni casi già guadagnato accesso ai cortili, si contenta di permanere in un limbo di servile e cortese protesta, lanciando di giorno pietre alle finestre del palazzo e provvedendo, una volta calata la notte, a riparare i vetri e a scusarsi con i padroni.
HS
Buone abitudini
Basta poco per cambiare le cose, senza scendere in piazza a fare rumorose ed inutili manifestazioni. Un suggerimento che si puo’ fare da domani, da subito e che magari qualcuno ha già da tempo adottato: portarsi un semplice asciugamani ed un mug al lavoro permette di economizzare su un anno qualche bel chilo di plastica e carta, evitando di utilizzare un bicchiere di carta ad ogni bevuta e due o tre salviettine ogni volta che si usano i servizi o la kitchinette.
Semplice, efficace, di applicazione immediata: passa parola.
Oggi non resisto e vi propongo di ascoltare questa canzone di Allo Darlin, Tallulah che mi ascolto in loop da due giorni, ci sta bene col buon proposito di fine d’anno.
HS
Il Canada esce dal protocollo di Kyoto.
Forse ne avranno avuto abbastanza di giocare un ruolo che non si addiceva alle mire da Emirato del Paese e sicuramente i miliardi di euro che non dovranno più pagare hanno influito non poco sulla decisione del Canada di tirarsi fuori dal trattato di Kyoto. Diciamo pure che si tratta di una scelta che non condivido, ma che ha una certa lodevole coerenza.
Il Canada da alcuni anni ormai prosegue nello sfruttamento delle sabbie bituminose delle quali detiene i due terzi delle risorse mondiali. Sebbene di difficile estrazione e fino a pochi anni fa considerate economicamente non convenienti, con l’aumento dei prezzi del greggio e l’aumento della domanda le sabbie bituminose si sono trasformate in una potenziale manna d’oro per il Paese e per le comunità delle poche provincie interessate dalla maggior concentrazione.
Va da sè che mantenere la propria permanenza tra i firmatarii del trattato di Kyoto, quando si investivano enormi risorse per disboscare la foresta boreale e sostenere lo sfruttamento estremamente inquinante delle sabbie era quanto meno paradossale. Ma le Nazioni Unite hanno imparato da tempo a convivere con la propria incongruenza grazie a stratagemmi legali, a paraocchi più o meno spessi e alla comune indifferenza sostenuta a suon di miliardi di euro dalle lobby che di volta in volta si sentono minacciate: pescatori di balene, pescatori, compagnie petrolifere, compagnie minerarie, cartiere, costruttori d’auto.
Il Canada quindi è fuori ed il trattato accusa un colpo durissimo proprio all’indomani della conclusione del Circo di Durban, dal quale gli stati erano venuti fuori con una confusa quanto fumosa promessa di un futuro impegno ad iniziare a prendere atto che il cambiamento avrebbe potuto in qualche modo essere…
HS
La conclusione del Meeting di Durban: la Terra puo’ aspettare.
*il testo è del Ministro degli Esteri di Grenada,Karl Hood, pronunciato a nome dell’AOSIS (Alliance of Small Island States) i Paesi più direttamente minacciati dall’eventuale aumento del livello degli oceani.
Leggendo quanto riportato da Richard Back su BBC News, a volte non riesco a credere al livello d’ipocrisia raggiunto su questo pianeta. La data limite per prendere decisioni (solo per decidere cosa fare NON per fare qualcosa) è stata spostata al 2020, cioé tra 8 anni.
E’ stato stanziato un fondo per aiutare i paesi emergenti a sostenere le spese di uno sviluppo sostenibile, peccato che non si sappia dove prendere i 100 miliardi di dollari stanziati.
La palese incoerenza tra le affermazioni dei presenti, le loro vanagloriose promesse e la realtà sono ridicole: si parla di un piano A per salvare un pianeta. Evidentemente il pianeta del quale questa gente si sta occupando non è lo stesso che finanzia i loro meeting-vacanza.
Per riassumere quello che questi signori hanno detto per più di una settimana le parole del Ministro dell’ambiente indiano sono senz’altro le più eloquenti: “Western nations have not cut their own emissions as they had pledged; so why should poorer countries have to do it for them?“
Leggendo poi quando l’eminente Michael Jakobs dice, credo che avrebbe dovuto fare il giornalista piuttosto che lo scienziato vista la facilità con la quale gioca con le parole ed il loro significato: “The agreement here has not in itself taken us off the 4C path we are on, but by forcing countries for the first time to admit that their current policies are inadequate and must be strengthened by 2015, it has snatched 2C from the jaws of impossibility. At the same time it has re-established the principle that climate change should be tackled through international law, not national, voluntarism.“
Direi che siamo in ottime mani e che non c’è nulla da temere, tanto più che poco a poco mi pare che si diffonda sempre più la tesi che la Terra è autonoma e che pretendere che l’Uomo possa influenzarne il clima a livello globale è da presuntuosi. Io dico che anche se, ANCHE SE, l’uomo non fosse il diretto responsabile del cambio climatico al quale assistiamo, rimarrebbe comunque responsabile per l’impoverimento e l’inquinamento degli oceani, per la sparizione di centinaia di specie animali, per la trasformazione di milioni di ettari di foreste in stuzzicadenti e piantagioni di soja e per l’assoluta mancanza di rispetto per qualsiasi altra forma di vita non sia in grado di minacciarlo con una bomba all’idrogeno.
HS












