Buone Abitudini
L’altro giorno trovo nella cassettina un depliant Chateaux D’Ax. Una decina di pagine. Formato A5, carta patinata di bassa qualità da catalogo. Sulla cassetta è chiaramente indicato che non desidero ricevere nessun tipo di porcheria. Infastidito da questi italiani che buttano i soldi anche all’estero chiamo uno dei negozi indicati dal depliant. Ovviamente l’impiegata non sa nulla, e non credo abbia nemmeno capito perché mai avessi dovuto scomodarmi a chiamare per lamentarmi di un volantino. Mi dice che tutta la comunicazione è gestita dall’Italia.
Cerco un po’ ma il numero non lo trovo. Sul sito Chateaux D’Ax, che si imposta automaticamente sulla versione del Paese nel quale mi trovo e non mi lascia passare a quella italiana non vi è traccia di mail di contatto, manco di una paginetta con un formulario. Un video pare essere l’unica cosa che si trovi sulla pagina Chi Siamo. Comunque poco importa perché su Google esce una pagina nascosta del sito stesso che riporta un paio di email.
Scrivo per chiedere per quale assurdo motivo nel 2012 Chateau D’Ax senta la necessità di far stampare, trasportare, distribuire carta destinata al macero? Chiedo perché non curino meglio il loto sito, perché non facciano delle indagini demografiche ed investano su pubblicità internet alla performance. Mi chiedo anche perché con la crisi, con la deforestazione e con tutte le menate che ci occupano la testa l’aberrante pratica della distribuzione di carta da macero non venga vietata. Non avevo mai pensato, ne sentito il bisogno di un divano Chateau D’Ax e spero che come me anche voi preferiate altre ditte più intelligenti e rispettose dell’ambiente. (P.S. Ad oggi non ho ricevuto risposta da parte di Chateaux D’Ax).
HS
